Sabato 23 novembre, ore 17.30 al Centro Culturale Candiani:
Presentazione del libro Il corpo solitario. L’autoscatto nella fotografia contemporanea (Rubbettino, 2012) di Giorgio Bonomi.
Il fruitore, a fargli vivere momenti topici che in fotografia sono fantastici, ma che spesso restano segreti tra il fotografo e il fotografato, oggetto o soggetto che sia. Alberto Furlani tenta di rompere questo schema e “apre” ogni immagine a una possibile lettura plurale, polisemica. Con risultati decisamente interessanti.
La fotografia è un modo di esprimersi e di fare cultura. E’ un linguaggio. E Furlani ne ha uno suo personale che dà visibilità, dimensione e contenuti alla sua interiorità e connota la sua narratività iconica. Il linguaggio è il veicolo attraverso il quale l’autore osserva, dialoga, argomenta e riflette sui contesti che indaga per carpirne l’essenza intima e sintetizzarne i significati specifici, i valori culturali, le potenzialità espressive. Quello di Furlani, con il passare del tempo, nel bianconero e nel colore, ha assunto un’identità precisa, ha definito un modo di essere fotografo, ha disegnato uno stile. E Pop City ne è un percorso: immagini tipiche di chi riesce, senza condizionamenti, ad essere se stesso nei confronti dell’ambiente osservato. Egli individua ed estrae i segreti dell’universo indagato, compendiandoli in una trama narrativa che elabora in sintonia e di concerto col suo “Io”, con la sua filosofia di vita. Le fotografie di Furlani hanno un’anima e diffondono sentimento e spiritualità. Egli vive intensamente gli scatti, come momenti magici, come attimi irripetibili, consapevole che fare fotografia significa scegliere e significare, attraverso le proprie scelte sul reale indagato. Ed è questo l’itinerario attraverso il quale chi può, riesce a dare dell’universo rappresentato qualcosa di personale e di intimo, che sintetizzi il proprio essere e il proprio sentire. A tutti i livelli. Come Alberto Furlani in Pop City.

